Bologna,
29 ottobre 2009
Quanto conta oggi la laurea per trovare lavoro e per costruire
una prospettiva professionale ed un percorso di vita? L’Ordine
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bologna
ha posto l’interrogativo alla città.
Con un dibattito, promosso con il Circolo culturale
Galileo Galilei, che vedeva l’intervento del
professor Andrea Cammelli, docente di statistica
sociale dell’Ateneo di Bologna e direttore di AlmaLaurea,
il consorzio interuniversitario che realizza la banca dati
dei laureati per agevolare il loro ingresso nel mondo del
lavoro.
Andrea Cammelli è intervenuto sul
tema:
AlmaLaurea: un ponte tra l’Università
e il mondo del lavoro in Italia e all’estero
Presiedevano: Gian Carlo Muccio, presidente
del Circolo Culturale Galileo Galilei;
Gianfranco Tomassoli, presidente dell’Ordine
dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bologna.
Conduceva: Carla Brighenti
Nella banca dati AlmaLaurea, che rende visibili in Italia
e all’estero un milione e 200mila curricula, sono presenti
166.686 laureati dell’università di Bologna
che hanno conseguito il titolo dal 1996 ad oggi:
giovani neolaureati, ma anche con pluriennale esperienza che
mettono i loro curriculum vitae, tradotti anche in inglese,
a disposizione delle imprese, degli studi professionali e
delle pubbliche amministrazioni in Italia e all’estero.
Nel 2008 AlmaLaurea ha ceduto alle imprese e studi
professionali, italiani ed esteri, 51.314 curriculum vitae
di laureati dell’università di Bologna.
Ma qual è l’identikit dei laureati dell’Alma
Mater presenti in banca dati?
Tra i laureati bolognesi che hanno il loro curriculum in
AlmaLaurea ci sono 22.434 ingegneri, 26.685 laureati in Economia
e Scienze economiche, quasi 19mila laureati in Giurisprudenza.
Oltre 21mila laureati dell’Alma Mater
presenti nella banca dati AlmaLaurea conoscono a livello
ottimo l’inglese; 9.125 conoscono a livello
ottimo il francese, 6.249 lo spagnolo e 2.878 il tedesco.
Ma ci sono anche 1.241 laureati a Bologna che conoscono
il russo, 830 l’arabo, 505 il giapponese e 451 il cinese.
“Nessuno è in grado di prevedere quale scenario
troveranno i giovani che si iscrivono oggi all’Università
quando dovranno collocarsi nel mondo del lavoro – anticipa
Andrea Cammelli – Ma oggi è possibile
sapere, grazie alla documentazione messa a disposizione da
AlmaLaurea, la condizione occupazionale di chi ha già
concluso gli studi a uno, tre e cinque anni dalla laurea,
gli stipendi, la qualità del lavoro svolto, gli sviluppi
professionali nel tempo”. Mentre il mondo imprenditoriale
e delle professioni ha a disposizione una banca dati unica
in Italia per cercare i migliori talenti formati dall’Ateneo
di Bologna e non solo.
“Anche perché la laurea conviene – continua
Cammelli - nonostante la crisi e la scarsa capacità
del sistema produttivo del Paese di valorizzare i giovani
formati ai più alti livelli. Resta confermato che al
crescere del livello di istruzione, cresce anche l’occupabilità
e il reddito. Nell’intero arco della vita lavorativa,
dai 25 ai 64 anni, la laurea risulta premiante: chi è
in possesso di un titolo di studio universitario presenta
un tasso di occupazione di oltre 10 punti percentuali maggiore
e un reddito più elevato del 65% rispetto a chi ha
conseguito un diploma di scuola secondaria superiore”.
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